Vivi la tua vita al meglio, ma abbi sempre la curiosità di sapere cosa c'è dopo.

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mercoledì 14 marzo 2012

Riflessioni sulla lingua e confronto - Parte 1

Sfrutto questo pomeriggio nel quale ho poco da studiare per scrivere il post che avevo promesso, ovvero la mia riflessione sull'aspetto grammaticale dello Svedese e il confronto con l'Italiano e l'Inglese, strutturerò l'intero argomento su due post, in questo rifletterò sulla grammatica Svedese.

Studio lo Svedese da dicembre, quindi mi sento in grado di effettuare una prima analisi sulla lingua; a detta di molti lo Svedese, dal punto di vista grammaticale, non è una lingua complessa ed è in parte vero: i verbi, infatti, hanno una coniugazione uguale per tutte le persone in tutti i tempi, e quindi un primo ostacolo è già aggirato, il congiuntivo è indistinguibile da altre forme verbali a meno di quello del verbo essere vara che è vore, il condizionale si forma con l'ausiliare skulle + l'infinito del verbo, ad esempio se volessimo dire: Vorrei avere un libro la traduzione è la seguente: Jag skulle vilja ha en bok. Anche il futuro si forma con un'ausiliare, quello che in inglese intendiamo con will (previsione) in svedese diventa kommer att mentre il futuro "certo" going to diventa ska. In Svedese il passato prossimo non è molto utilizzato come in Italiano, si tende sempre ad utilizzare il past tense ma, qualora volessimo usare il passato prossimo, l'ausiliare da utilizzare è sempre il verbo avere che in Svedese è ha.

Ma in questa lingua non è tutto rose e fiori perché lo Svedese differenzia il genere neutro da quello comune e quindi, inevitabilmente, esistono diverse declinazioni per sostantivi e aggettivi ma a questo problema si ovvia piuttosto facilmente: studiando, studiando e studiando :). Uno degli argomenti più difficili della lingua Svedese è quello che riguarda l'aspetto sintattico, come in Italiano, infatti, anche nello Svedese ci sono le proposizioni principali e quelle subordinate ma differenziarle, in Svedese, è davvero importante, perchè?

La proposizione principale (huvudsats) deve sempre iniziare con il fundament che, generalmente, è il soggetto, ma non sempre, anzi, piuttosto frequentemente il fundament è un'altra parte dell'analisi logica e quindi il discorso si complica; la regola generale è che il verbo deve sempre stare in seconda posizione, dopo il fundament e quindi, qualora il soggetto non è fondamento, esso deve seguire il verbo... con l'esempio che segue tutto dovrebbe essere più chiaro: ipotizziamo di dover tradurre la frase: Di martedì vado a casa, questa proposizione principale può essere tradotta in due modi, una in cui il fundament è il soggetto e un'altra in cui è fondamento "Di martedì":

Jag går hemma på Tisdag
På Tisdag går jag hemma

Ora il discorso fundament dovrebbe essere più chiaro, dico bene? :)


La proposizione subordinata (bisats), invece, inizia sempre con il bisatsinledare: una congiunzione che introduce la subordinata. L'ordine è diverso rispetto alla principale, nella subordinata il soggetto precede sempre il verbo e, tra essi, si interpone, qualora ci fosse, il satsadverbial, questi avverbi, come i bisatsinledare vanno studiati con molto impegno e ricordati (ulteriore prova che la lingua Svedese va studiata con metodo e disciplina), un'esempio di subordinata è la seguente frase: Ho detto che non devi leggere quello, che in Svedese diventa:


Jag sa att du inte måste läsa det


Questa prima parte del lungo argomento è terminata, la seconda sarà più leggera e frivola, se siete riusciti ad arrivare fino in fondo siete dei big! ;)


Hej!














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